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L’Archivio Fotografico del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, conservato presso la Biblioteca del Consiglio Regionale “Livio Paladin”, è di recente formazione (2006) ed è costituito da fondi storici di differente provenienza e acquisizione inerenti la vita istituzionale, politica, sociale, culturale e territoriale della Regione.
L’insieme consta di circa 160.000 opere - suddivise fra 45.000 positivi, 100.000 negativi su pellicola e 15.000 diapositive - e riunisce l’archivio professionale del fotografo triestino Renato Rizzo, l’archivio storico della Giunta Regionale e quello del Consiglio Regionale. Si tratta di un patrimonio iconografico di impressionante consistenza e qualità e di straordinaria importanza documentaria che copre con puntualità e dovizia di materiali l’intero arco temporale che va dalla istituzione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (1964) fino a tempi più recenti (2000).
Sedute consiliari, riunioni, discorsi programmatici, incontri diplomatici, il lavoro delle Commissioni permanenti e speciali, le presentazioni ufficiali dei nuovi Presidenti, Assessori, Consiglieri scandiscono la vita delle istituzioni (Giunta, Consiglio, Assessorati e Direzioni Generali) e tracciano un ampio affresco del mondo politico regionale, quasi un’anagrafe per immagini in cui nomi, volti, cariche, funzioni sono preservati alla memoria collettiva.
Visite di politici – Presidenti della Repubblica, Ministri, parlamentari europei, delegazioni - e di capi spirituali e religiosi – il Papa, il Dalai Lama -, trasferte all’estero per incontrare gli emigrati, incontri, convegni e conferenze sono scandite di anno in anno e tracciano un quadro relazionale ricco di sfumature e presenze significative.
Cerimonie, inaugurazioni, manifestazioni, sopralluoghi, circostanze in cui rappresentanti della Regione entrano in contatto con il territorio trovano ampia testimonianza visiva. Renato Rizzo e gli altri fotografi incaricati dalla Regione hanno ritratto i più diversi contesti sociali, culturali, economici e territoriali. Dal piccolo paesino che si riunisce per l’inaugurazione di un ponte ai grandi cantieri navali e gli epocali vari di navi da crociera è tutta l’intera regione ad essere protagonista dell’archivio fotografico. Campagne fotografiche incentrate sulla ricognizione dei beni culturali e ambientali, del patrimonio edilizio e infrastrutturale, dei distretti produttivi e industriali formano una collezione di immagini fruibile da un vasto pubblico istituzionale e privato.
Il terremoto del 1976 - l’emergenza, gli aiuti, la ricostruzione, le commissioni e le visite – sono il soggetto di migliaia di scatti fotografici che punteggiano visivamente un percorso collettivo di sofferenza e riscatto.
Tanti – e talvolta inattesi – sono i temi che si possono rintracciare all’interno dell’archivio, varietà di cui le schede delle 5000 opere fino ad oggi catalogate danno ampiamente conto.
Fra i tanti fotografi e studi fotografici riscontrati nel fondo (Rizzo, Giornalfoto, Pavonello, A.F.I., Ciol, Altran) spiccano i nomi di Tino da Udine e Ugo Borsatti che in una nutrita serie di opere di grande intensità espressiva raccontano la vita della nostra regione negli anni immediatamente precedenti al suo riconoscimento istituzionale.
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